Chi sono
Il candidato
Paolo Previde Massara
Medico Chirurgo
Ci sono momenti in cui osservare non basta più.
Mi capita spesso di trovarmi davanti a situazioni difficili che non ho creato, ma che non posso semplicemente accettare così come sono. Situazioni che chiedono di essere affrontate e che, inevitabilmente, ti coinvolgono nella ricerca di una soluzione. Anche per questo ho deciso di candidarmi per un progetto basato sull’impegno civico e la politica seria interpretata come sincero servizio al cittadino.
Io non sono un “politicante di mestiere” e neppure un professionista che vive di politica. Sono semplicemente un medico, abituato a prendersi cura ogni giorno della salute dei suoi pazienti. Una persona che ha deciso di mettersi in gioco nella sua città e di farsi carico dei tanti problemi che i Vigevanesi si trovano ad affrontare.
Non credo alla politica delle rivoluzioni gridate, delle promesse elettorali, che non si traducono mai in fatti concreti, ma credo alla politica delle riforme, dei cambiamenti continui, progressivi, ragionati.
Soprattutto credo nel metodo di chi affronta i problemi con razionalità e senso di responsabilità. Con la testa e il cuore, non con la pancia. Amministrare una città non significa inseguire slogan o umori del momento. Significa assumere decisioni che producano conseguenze efficienti, efficaci, appropriate e sicure. Forse è meno spettacolare, ma sicuramente è molto più utile.
Credo profondamente nelle persone. Sono le persone la vera forza di ogni cambiamento. Per questo voglio incontrarle, ascoltarle, conoscerle e, quando serve, anche cambiare idea. Le comunità migliorano quando le decisioni nascono dal confronto e dalla partecipazione. Insieme possiamo cambiare molte cose e rendere Vigevano più vivibile, più bella, più attraente. Sia per chi risiede, sia per chi arriva come turista, sia per chi vuole intraprendere un’attività produttiva e creare opportunità di lavoro.
Credo anche che non si debba mai perdere il coraggio delle proprie idee. Quando si rinuncia a difenderle o a realizzarle, si finisce semplicemente per lasciare che siano altri a farlo al posto nostro.
Una comunità vive davvero quando le persone non restano sulla soglia aspettando che altri decidano.
La democrazia si regge su questo: cittadini che sentono il bene comune come una responsabilità personale.
Io ho deciso di assumermi questa responsabilità.